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giovedì 6 giugno 2019

Il primo frutto della stagione


Quando l'ho visto quasi non ci credevo. Ma è proprio il primo pomodoro, piccolo piccolo e nascosto fra le foglie, nato da una pianta che da aprile ne ha viste di tutti i colori, ma tenacemente è sopravvissuta.

Quest'anno infatti mi sono lasciata ingannare dal primo (e unico) giorno caldo di aprile e ho trapiantato le prime 4 piante di pomodoro San Marzano... e da quel giorno la natura si è scatenata, dando il peggio del peggio con gelate, bombe d'acqua, grandine, trombe d'aria e perfino la neve a maggio. 

Ma le mie piantine hanno tenuto duro, resistendo alle intemperie e hanno vinto contro il colpo di coda dell'inverno. Ora sono un po' malconce, con qualche foglia gialla e pochi fiori, ma sono bastati alcuni giorni di temperature miti per farle alzare di quasi 20 cm e mi fanno ben sperare. Forse non farò la salsa di pomodoro per tutto l'inverno ma certamente qualche insalata avrà quel tocco in più delle verdure coltivate da sé.

Non vedo l'ora! E i vostri orti come vanno?

domenica 2 giugno 2019

Piccole soddisfazioni

Dopo un marzo che sapeva di dicembre, un aprile inesistente ed un maggio da paura, finalmente giugno ci porta le temperature tipiche della stagione, e l'orto comincia a rifiorire.

Dimenticate le trombe d'aria, le grandinate e la neve a maggio, d'improvviso è ora di usare la crema solare e vien voglia di rimettersi a curare l'orto.

Ma per il momento sono solo le erbe aromatiche a darmi qualche piccola soddisfazione: rosmarino, salvia ed erba cipollina sono sopravvissute a questa primavera assurda e mi regalano tutta la loro profumata bontà.

E quando tutto il resto sembrava perduto, scopro che quattro piantine di pomodoro sono sopravvissute all'incubo climatico degli ultimi mesi... ma questo ve lo racconterò la prossima volta!

Buon orto a tutti,
R.

mercoledì 15 giugno 2016

Ed è ora di preparare il terreno: fresatura e falsa semina

Quassù nel nord Italia la stagione è ancora abbastanza indietro, i contadini veri hanno già seminato e stanno cominciando a raccogliere i primi frutti, mentre i dilettanti come me, che devono ritagliarsi il tempo fra ufficio, famiglia e casa, sono ancora alle prese con la preparazione del terreno.

Ma non mi preoccupo: se farò un buon lavoro quest'anno, ne godrò i benefici anche negli anni a venire, quindi al lavoro con una energica fresatura che elimini erbacce, i sassi di troppo ed arieggi il terreno per prepararlo ad accogliere le piante che verranno seminate o messe a dimora.

Abbiamo utilizzato una piccola fresa, con lame corte per non andare troppo in profondità e non rischiare di rovinare la guaina sottostante... perché sì, il nostro è un giardino che si trova sopra ai garages del condominio e non vogliamo rischiare di far danni!

Con un paio d'ore di lavoro il terreno è stato rivoltato ben bene, le erbacce rastrellate ed i sassi più grossi raccolti... e c'era un buon profumo di terra smossa!

Dopodiché siamo passati alla seconda fase della preparazione, ovvero la cosiddetta falsa semina.

Si tratta di un sistema per eliminare gran parte delle erbe infestanti senza usare diserbanti chimici che avvelenano noi e gli altri, è semplice e di sicura riuscita. Inoltre a causa - o dovrei dire grazie alle abbondanti e quotidiane piogge dell'ultimo mese, anche gratis!

Ve lo illustro subito: dopo aver fresato e rastrellato, non dovete far altro che annaffiare quotidianamente il terreno, esattamente come fareste se aveste seminato.

Questo farà germogliare le erbacce che ancora si nascondono nel vostro terreno e che quindi poi potrete eliminare rapidamente con una seconda fresatura.

Certo questo sistema non debellerà la totalità delle infestanti, perchè il vento e gli uccelli continueranno a portare nuovi semi, ma vi faciliterà senz'altro il lavoro.

Questo è l'aspetto del terreno dopo solo 15 giorni dalla fresatura, e come vedete le prime piante cominciano già a fare capolino...

E qui sotto, come potete vedere, dopo un mese di irrigazione gratuita (leggi: pioggia quotidiana), ecco cosa è successo:

Visto che esplosione? 

Ora non mi resta che aspettare un pomeriggio senza pioggia, probabilmente verso il 2026 o giù di lì per procedere con una seconda fresatura e finalmente con la posa del tanto agognato prato, che molto probabilmente sarà in rotolo dato che i merli si sono mangiati tutti i semi di quello che abbiamo tentato di seminare qualche tempo fa...

Se notate, sul lato destro dell'immagine si vede l'erba che abbiamo tagliato ed ammucchiato in attesa di allestire il nostro piccolo orto sopraelevato. L'erba farà in parte da base per fornire dal basso le sostanze nutritive e in parte da pacciamatura per impedire la crescita di altre erbacce... un altro punto a favore della lotta biologica!

Che altro dirvi... per ora è tutto, passo e chiudo!

martedì 19 aprile 2016

Chiamiamolo progetto...

...anche se è un termine un po' ambizioso per descrivere l'immagine che state vedendo.
Diciamo che ho provato a mettere su carta l'idea che realizzerò a breve, anzi a brevissimo, suddividendo lo spazio esterno in quattro zone, per condividere con voi il mio sogno.

La prima naturalmente è l'orto rialzato, che nella versione finale dovrà misurare circa 10 mq. 
Per ora partirò con un'area di 4 mq per vedere come va e sulla base dei risultati mi saprò regolare per il futuro. Il giardino infatti è circondato da case, muri e siepi, pertanto non riceve moltissimo sole pur essendo esposto ad est, quindi ho deciso di cominciare con uno spazio ridotto di prova.
Qui verranno messe a dimora le piante che ho seminato finora (pomodori, peperoni, piselli e ravanelli), poi aglio, cipolla, basilico, prezzemolo e fragole.

La seconda zona è dedicata alle aromatiche, che nel loro angolo andranno a formare una sorta di giardino roccioso, purtroppo con rocce artificiali per non sovraccaricare di peso il solaio. 
Anche quest'area verrà allestita in fasi successive: inizialmente verranno semplicemente collocate le piante su portavasi per vedere se si acclimatano bene, e solo in un secondo momento creerò il vero e proprio giardino roccioso.
Sono già pronti per il "trasferimento" alcuni vasi con rosmarino, salvia, maggiorana, erba cipollina e timo, che verranno presto seguiti da origano, menta e citronella, giusto per cominciare!

La terza zona sarà lasciata a prato con spazi fioriti dedicati a tagetes, nasturzi, calendule e tutti gli altri fiori utili per allontanare i parassiti dai miei ortaggi. 
Dato che il mio orto non prevede l'uso di pesticidi, mi dovrò infatti attrezzare di metodi naturali per proteggere le piante dai nemici, fra questi i fiori uniscono l'utile al dilettevole e non me li farò mancare. 
Ma di questo avrò modo di parlare più approfonditamente nella sezione lotta biologica del blog, in uno dei prossimi post.

Infine la quarta zona è quella (ahimè) lastricata, che purtroppo porta via gran parte del giardino e che al momento non posso toccare ma che probabilmente in futuro verrà ridotta per dare più spazio al verde. Nelle intenzioni verrà eliminato un terzo della pavimentazione a favore del prato. Lascerò giusto quanto basta per tavolo, sedie e barbecue...

Il prossimo passo sarà fresare il terreno per eliminare le erbacce e prepararlo alla semina del prato, anche se ho il sentore che dovrò ricorrere al prato in rotolo perché i merli hanno preso di mira il mio quadratino di terra e vengono tutti i giorni a fare merenda. Urge la realizzazione di uno spaventapasseri!

Ecco tutto. Che ne dite del mio progettino?

Alla prossima!

sabato 9 aprile 2016

Amici insetti


Coccinelle, api e farfalle sono i migliori amici dell’orto, perché si occupano di impollinare le nostre piante e, soprattutto le coccinelle, si nutrono di afidi e altri parassiti che a volte attaccano le nostre colture.

Per il mio orto a zero antiparassitari e zero fertilizzanti chimici è quindi importantissimo imparare come attirare questi utili insetti. 

Fortunatamente è abbastanza facile, perché sono moltissime le piante che mi possono aiutare, inoltre online ho trovato un sacco di tutorial per costruire una vera e propria “casetta” per api e coccinelle e non è escluso che prima o poi, appena le temperature mi consentiranno di farlo all’esterno, io non decida di costruirne una.

Per ora fa troppo freddo per dedicarsi al bricolage in giardino (stamattina alle 10 il termometro segnava 9°C) ed allora al calduccio in casa ho selezionato le principali piante richiama-insetti (amici) e le ho suddivise in tre gruppi: ortaggi, erbe aromatiche, fiori e piante.

Cominciamo con gli ortaggi, che in fin dei conti sono i protagonisti dell’orto e quindi mi permettono di prendere due piccioni con una fava:

• rafano
• cavolfiori
• broccoli
• finocchi

Da qualche parte ho letto anche che per fare in modo che cavolfiori e broccoli continuino a svolgere la loro funzione anche dopo il raccolto, basta lasciarne i gambi di nel terreno… espediente a costo zero e quindi mi piace!

Seconda categoria, le piante e le erbe aromatiche. Sono utili non solo per la cucina e per la salute, ma alcune sono perfette anche per richiamare i nostri amici insetti:

• salvia
• timo
• coriandolo
• aneto

Ed ora il gruppo più corposo, quello dei fiori e delle piante erbacee, che sono davvero tantissime ed alcune anche molto facili da trovare allo stato spontaneo. 
Le principali sono queste:

• calendula
• potentilla
• tarassaco
• geranio
• fiordaliso
• girasole
• tiglio
• tagete
• zinnia
• erba medica
• ortica
• millefoglio
• angelica
• tanaceto

Infine, come avete visto dalla foto in apertura, le amiche api non disdegnano nemmeno i delicati nontiscordardime che nascono spontanei in qualunque prato… insomma c’è davvero da sbizzarrirsi!

A presto!

mercoledì 6 aprile 2016

Il primo germoglio

è spuntato!!!


Quando si dice ironia della sorte.

Dopo aver coscienziosamente riempito vasi e vasetti di terriccio, seminato con cura, suddiviso i vasi per tipo di pianta, etichettati con diligenza, annaffiato ogni giorno... il primo germoglio è nato da uno dei vasi che avevo riempito a casaccio con gli avanzi di terriccio e gli ultimi semi rimasti nelle bustine, senza nemmeno prendermi il disturbo di metterci un'etichetta contando sul fatto che poi avrei visto le altre piantine ben classificate ed avrei quindi riconosciuto il tipo di pianta.

Ma sono stata grandemente beffata perché dagli altri vasetti invece nessun segno di vita. Zero. Nemmeno un germoglietto piccolo piccolo per farmi contenta. E quindi addio confronto.

Onestamente, non ho idea di cosa sia... 

Per restringere il campo delle ipotesi, posso dire che ho seminato pomodori, peperoni, piselli e ravanelli. 

La forma del germoglio mi fa pensare che sia una piantina di ravanello... diciamo che ho il 25% di possibilità di indovinare, meglio del superenalotto.

So che gli esperti staranno ridendo della mia incompetenza e avranno già riconosciuto il germogli con specie, sottospecie e varietà, ma come ho già avuto modo di dire, io sono alle prime armi e devo imparare strada facendo. Diciamo che mi sono tuffata in acqua per vedere se so nuotare.

Di conseguenza non mi resta che aspettare, prendermi cura della neonata pianticella e vedere se resisterà agli sbalzi di temperatura tipici dell'aprile nel nord del nostro Bel Paese. 

Nei prossimi tre giorni infatti è previsto un peggioramento delle condizioni meteo, con pioggia in valle, abbassamento delle temperature e neve in quota, una bella prova di sopravvivenza per il mio primo germoglio!

Se tutto andrà bene, tra qualche settimana la piccola dovrebbe essere cresciuta abbastanza da farmi capire di cosa si tratta, e magari nel frattempo qualche altra sorellina potrebbe essere arrivata a tenerle compagnia.

E voi che mi dite? Avete riconosciuto di che pianta si tratta?

A presto!


domenica 20 marzo 2016

Marzo, tempo di semina

Finalmente la primavera è alle porte. E primavera significa che...


SI SEMINA!

A far bene, sarebbe stato bello poter far pre-germinare con la camomilla i semi come ho visto fare su qualche gruppo di Facebook, oppure creare un semenzaio in cui seminare al riparo da intemperie, uccelli voraci e gatti scavatori... ma il mini mini appartamento in cui vivo non mi permette questo lusso.

E allora, mentre altri da tempo si sono dedicati a far germinare le loro piantine in semenzaio e sfoggiano già i primi bellissimi germogli, io mi sono accontentata di tenere sotto controllo le temperature e ora che finalmente anche le minime si sono assestate sui 7/9 gradi di media anche la notte, ho raccolto vasi e vasetti, ho acquistato argilla espansa e terriccio e mi sono messa al lavoro per seminare.

Quella che vedete nella foto è solo una metà della mia "nursery". Ho scelto l'angolo più riparato del giardino, dove il sole non picchia troppo forte e ho seminato pomodori, peperoni, piselli e rapanelli.
Poi ho bagnato ben bene i vasetti e giusto il tempo di riordinare e lavarmi le mani, che c'erano già i merli a banchettare con i miei semini!!! 

Quindi nella lista delle cose da fare mi tocca metterci anche un bello spaventapasseri, o temo che non vedrò germogliare proprio niente, SIGH!

Chi se ne intende anche solo un po' di orticoltura storcerà probabilmente il naso di fronte alla mia totale mancanza di pianificazione e di rispetto delle minime regole basilari della semina, e non a torto. A mia discolpa posso dire che i semi provengono da buste acquistate negli anni passati e mai aperte, la cui data di germinazione si avvicinava alla scadenza e quindi era una situazione di quelle "ora o mai più".

Inoltre come ho già avuto modo di dire, avendo un lavoro, una casa ed una famiglia che mi impegnano molto, con tutta la buona volontà questo è il meglio che sono riuscita a fare, almeno per questo primo anno.

E poi poveri semini, almeno una chance se la meritavano! 

Se saranno abbastanza forti e fortunati, vedranno la luce fra qualche settimana e saranno accuditi con amore e dedizione. Per quelli che invece non ce la faranno o finiranno in pancia di qualche uccellino beh... pazienza, chiamiamola selezione naturale e mettiamoci l'animo in pace.

Ora non mi resta che irrigare regolarmente, aspettare e sperare che i miei sforzi vengano ripagati dalla nascita di qualche germoglio.

A presto!

venerdì 19 febbraio 2016

Gatto sì o gatto no?

Gatto sì ovviamente!


Eccolo, vi presento Micio, l’affettuosissimo gatto dei vicini che ama tanto venirmi a trovare. Non ho idea di quale sia il suo vero nome, ma appena sente la parola micio si precipita per farsi fare le coccole, in un tripudio di fusa e miagolii.

Ho sempre amato i gatti e uno dei piccoli grandi crucci della mia vita è quello di non poterne tenere uno… la triste realtà infatti è che starebbe gran parte del giorno chiuso in casa da solo, prigioniero di un miniappartamento da mattina a sera e ovviamente non ne sarebbe felice.

Per questo ho deciso che no, non mi prenderò un gatto nemmeno ora che finalmente ho un pezzetto di giardino: di questi tempi bisogna tenere tutto sprangato a doppia mandata, perché gli odiati, luridi, schifosissimi, disgraziaticheglivenisseuncolpomadiquellisecchi cosiddetti topi di appartamento (con tante scuse ai topi veri) riescono ad entrare anche dalle gattaiole, maledetti loro, e poi l’assicurazione nemmeno ti risarcisce. E così in galera ci tocca starci noi, con le sbarre alle finestre, anziché loro.

Ma a volte quello che nella vita ti viene tolto da una parte, ti viene donato dall'altra… infatti pochi giorni dopo il trasloco, una domenica mattina di sole all'inizio di novembre, mentre stavo arieggiando casa, mio marito mi chiama e mi dice: “Ehi, abbiamo un gatto in camera da letto!”.

E che gatto! Un bellissimo micio fulvo, che si godeva il tiepido sole novembrino acciambellato sullo scendiletto e che, quando ci ha visti, anziché fuggire ci è venuto incontro reclamando carezze e grattini.

Come tutte le medaglie, anche questa però ha un rovescio, e si tratta di un rovescio puzzolente, perché Micio purtroppo usa il mio giardino (nonché futuro orto) come lettiera gigante, ed in certi momenti si sente eccome! E se si sente ora che le temperature vanno ancora sotto zero, figuriamoci quando farà caldo. Non oso nemmeno pensarci.

Mi sono quindi posta fin d'ora il problema di come tenerlo lontano dal mio futuro tentativo di orto cittadino ed evitare che Micio scambi i miei vasi per comode cassettine, pur senza volerlo cacciare definitivamente dal giardino, ché in fin dei conti mi piace un sacco averlo intorno!

Come è mia abitudine, ho cominciato a chiedere un po' in giro agli amici e a documentarmi su libri e internet, dove ho trovato di tutto di più, dal dissuasore ad ultrasuoni alle pistole ad acqua… e con un po' di pazienza ho compilato il mio personalissimo decalogo di accorgimenti, che proverò a mettere in pratica non appena il clima diventerà sufficientemente mite da permettermi di uscire senza rischiare una polmonite.

Ecco per voi le mie tecniche salvalortodalgatto, selezionate rigidamente sulla base di questi tre criteri:
  1. Non devono nuocere a Micio, ma solo disincentivarlo a fare pupù fra i miei preziosi ortaggi.
  2. Devono essere naturali, dato che di porcherie chimiche ce ne sono in giro già fin troppe.
  3. Non devono essere costose o eccessivamente impegnative in termini di realizzazione e manutenzione.

Noterete che alcune sono piuttosto banali, come la prima, ma altre le ho trovate proprio interessanti pertanto ve le propongo in attesa dei vostri commenti:
  1. Eliminare ogni fonte di cibo controllando che i bidoni della spazzatura siano ben chiusi e che non ci siano avanzi che fuoriescono dai bordi. Ok, questo è ovvio, ma teniamolo presente.
  2. Piantare erbe e piante dall'odore sgradito ai gatti: aglio, cipolla, erba, cipollina, rosmarino, ruta, citronella, eucalipto (dubito però che possa sopravvivere a queste latitudini nordiche), lavanda (questa la cito solo per amor di completezza, io detesto la lavanda!)
  3. Cospargere il terreno con alimenti altrettanto sgraditi: bucce di agrumi, fondi di caffè, foglie di ruta, pepe, cannella, chiodi di garofano, peperoncino, rametti di rosmarino.
  4. Se non si vuole ricoprire di bucce e fondi di caffè il giardino o l'orto, che diciamocelo, non sta proprio benebene, in alternativa si possono usare gli olii essenziali per ottenere lo stesso effetto, almeno in teoria, anche se alla lunga penso diventerebbe costoso.
  5. Pulire le superfici lavabili con detergenti bio al profumo di limone o con acqua e aceto bianco in soluzione al 10% (questa seconda idea mi piace decisamente di più).
  6. Stendere delle strisce di rete metallica o di tessuto-non-tessuto sul terreno tra un filare e l'altro dell'orto, usando sassi o picchetti per fissarle, in modo che il micio non possa scavare nel terreno e usarlo come lettiera, oppure disporvi delle passatoie di plastica, appoggiandole con il lato ruvido verso l'alto (queste punte non sono in grado di ferire le zampe del gatto, ma sono abbastanza fastidiose da scoraggiarlo). In alternativa cospargere gli spazi fra i filari con sassolini, piccole pigne, cocci di vaso o frammenti di canna.
  7. Coprire le superfici da proteggere con fogli di alluminio poiché il suono e la consistenza di questo materiale non piacciono ai gatti.
  8. Usare un irrigatore mobile, posizionandolo nelle zone che usano come accesso alla proprietà, perché è risaputo che i gatti non siano amanti dell'acqua. Dopo un paio di giorni, cambiare la posizione per impedire loro di memorizzarla.
  9. Quando possibile, chiudere ogni accesso alle zone dove non si vuole che vadano a urinare.
  10. Sistemare qui e là alcuni vasi con una pianta chiamata Coleus Canina o Plectranthus Caninus, che ha un odore sgradito ai gatti. Pare che se sfregata o scaldata dal sole odori di muffa, quindi tutto sommato non credo che opterò per questa soluzione a meno di non esservi costretta dal fallimento di tutte le altre tecniche… tra il resto pare che non funzioni con tutti i gatti.

Ecco qui: cosa ne pensate dei miei dieci comandamenti antibisognini? 

Avete qualche altra soluzione innocua, ecologica e semplice da propormi?

A presto!

sabato 13 febbraio 2016

Una verde distesa...


...me la posso solo sognare. 

La realtà è una manciata di metri quadri di terreno, profondità massima 30 cm, proprio sopra la rampa dei garages del condominio: quindi di zappare non se ne parla, bisogna attrezzarsi di orto in cassone o vasi e fioriere per non rischiare di danneggiare la guaina impermeabilizzante preziosa e costosa.

Vedete nell'angolino la terra smossa e tre piccoli tronchi recisi? Quel che resta di una bellissima pianta di fico lasciata in eredità dal precedente proprietario, e che ho dovuto eliminare per decisione dell'assemblea condominiale, proprio per il rischio che l'invadenza delle radici finisse col rovinare la benedetta guaina. 

E quindi il primo lavoro appena traslocato è stato quello di estirpare il fico con tutte le sue lunghe radici. Peccato però... il mio amico Steve avrebbe potuto fare la sua ottima marmellata con i miei fichi. 

Essendo al pianterreno inoltre, circondato da edifici, di sole se ne vede poco: in questa stagione un paio d'ore al giorno o poco più. Chissà in primavera ed estate... lo scoprirò strada facendo.

Ci sarà poi da attrezzarsi per evitare che Micio, il bellissimo e coccoloso gatto dei vicini che viene ogni tanto a trovarmi, utilizzi le mie piante come cassettina per i suoi bisogni: poco male se scava un po' in giardino, ma per quanto io ami i gatti non vorrei trasformare i miei vasi in lettiere.

A questo proposito, mi sono documentata un po' e in uno dei prossimi post presenterò gli esiti delle mie ricerche con tutti i metodi che ho trovato per tenerlo lontano dalle colture, ma non da me ovviamente!

Se questa non è una sfida... riuscire a far crescere qualcosa di buono con queste premesse!

Alla prossima!

Il perchè ed il per come di questo blog

Ciao!
Benvenuti sul mio nuovo blog.

Da oggi se lo vorrete potrete seguire i miei tentativi, felici o fallimentari, di trasformare un piccolo rettangolo di giardino al pianterreno di un condominio in un orto per la famiglia.

Niente coltivazioni intensive quindi, niente attrezzi professionali e distese di verdure lussureggianti, solo tanta buona volontà e il desiderio di veder crescere qualcosa di buono fuori dalla porta di casa, con tutti i limiti dettati dall'inesperienza, dal poco sole che filtra fra le case, dai 30 cm di terreno che ricoprono il tunnel dei garages e che io coltiverò giorno dopo giorno, nei pochi ritagli di tempo fra lavoro e famiglia... e qualche hobby qui e là.

Impresa impossibile? Forse.

La cosa mi spaventa? Certo che no!

Coltivare un orto è sempre stato un mio grande desiderio e scrivere blog mi diverte, ma non ho certo la stoffa della blogger: non parlatemi di tag, indicizzazioni, statistiche... non fanno per me! 

Se vorrete seguirmi su questo diario virtuale vedrete presto che sono incostante, lunatica e assolutamente restia a seguire qualunque regola del blogging, ma sono anche appassionata, curiosa, volonterosa ed entusiasta, soprattutto di condividere le mie esperienze con chi lo desidera... purché sia disposto a sopportarmi così come sono!

Buona lettura dunque...




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